L'isola non trovata

....appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, tingendosi d'azzurro, color di lontananza...

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

lunedì 11 agosto 2014

Idro again


........e me sù fermat a Idro
strac, sensa nè vi', nè pà, nè formai -
ma quan't  che ho vist el lago d'Eridio gò desmentegat la me fam e i me guai.


Encastonà en posenti montagne-
con sun tel font la Pagana de Stor,
el me pari'a 'n prezioso smeraldo,
'n den panorama fàt per i sior.


Me sù 'ndromensà come 'n sas.!
Go sugnat d'eser en ciel-
con piena la pansa de pà col mel....


...'Na barca a Crone ondeggiava-
la me spetàà per menàm  a pescà.
Sota la chiglia - de persec e aule-
ghe n'era davera a volontà. .....
Le argentee livree...avanti e 'ndre....


Me sù svegliàt!  
Me sù sentit un Re.

Dal cò dùr ma el cor gentil -1925



V'è a Idro un alberguccio con due stanze, ariose, pulite. Chi non ha rimorsi vive colà nella quiete del paradiso, senza giornali, senza botteghe da caffè, senza pettegolezzi, guardando lo specchio del lago, le giovanotte che vogano, la rocca d'Anfo sull'altra sponda, esercitando più le gambe che il cervello, abbruttendosi anzi a poco a poco nella cara, nella beata libertà del non pensare a nulla e del non far proprio niente. Quando il cielo è popolato di nubi, spinte a gran corsa dal vento, l'aspetto di quel paese riesce mutabile all'infinito. 
I monti che si accavallano, le rupi che portano muraglie ruinate di castelli o chiesette con il loro campanile bianco, i colli bassi coronati di pini, cangiano di figura ad ogni minuto. Ora le nuvole mettono in ombra il dinanzi del quadro, e il sole brilla in fondo; ora il sole splende dinanzi, e il fondo rimane buio; ora invece questa parte o quella del centro stacca nera in mezzo alla luce o luminosa in mezzo all'oscurità, e s'accendono e si spengono ad ogni tratto innumerevoli sprazzi di colori vani e vivissimi 
Da un racconto di Camillo Boito


 
 
 
 
 
 
 
 
 

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