L'isola non trovata

....appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, tingendosi d'azzurro, color di lontananza...

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

lunedì 10 aprile 2017

Saturday on a solitary beach


...dopo aver circumnavigato il Tino e il Tinetto, con un saluto alla Stella Maris protettrice dei naviganti, siesta alla Palmaria su una spiaggetta deserta in compagnia dei gabbiani......

martedì 14 marzo 2017

A San Fruttuoso un lunedì di fine inverno....

Lunedì 13 marzo classica escursione in kayak da Santa Margherita a San Fruttuoso con Luigi, Giuseppe e Roy. Certo che è dura esser pagaiatori da mare abitando a Parma, Brescia, Cuneo e Torino ma ieri la splendida baia di San Fruttuoso, con alle spalle la famosa abbazia medievale, era al top della forma, semideserta come mai ho avuto occasione di vederla...valeva davvero la pena di arrivarci via mare con i kayak!
L'atmosfera era onirica, sospesa tra l'inverno ormai finito e la primavera in cammino.
Il bel tempo, gli amici, il sole già caldo e la focaccia ligure hanno fatto il resto, compreso "Nick manosvelta" o meglio "beccosvelto", il gabbiano reale che ha lestamente rubato il sacchetto con il formaggio di Luigi e dopo averlo aperto se l'è beatamente mangiato con un sorriso sornione .....

..a Portofino..
Giuseppe
Roy
...doppiamo il capo...
...Luigi con il Sea Hawk...
in arrivo a San Fruttuoso 
..si torna...


lunedì 13 febbraio 2017

Grande, mitico Jesse: 4 star British Canoeing

Grandissimo Giuseppe che a fine gennaio, sull'isola di Jersey, dopo il training con Tatiana, ha superato la prova d'esame per ottenere la qualifica di leader 4 star della prestigiosa British Canoeing.
L'esame, condotto in lingua inglese da Derek Hairon e Phil Hadley, ha visto Giuseppe impegnato per parecchie ore al giorno nella conduzione di un gruppo di kayakers in acque mosse, tra scogli, maree e incidenti veri e simulati: con gli inglesi, si sa, non si scherza, prova davvero durissima e selettiva.
Complimenti Jesse !!!!!

mercoledì 8 febbraio 2017

Steven Callahan: 76 giorni alla deriva

E' uscita in questi giorni, per Baldini&Castoldi editore, la ristampa del libro "Alla deriva" di Steven Callahan, dopo trent'anni dalla prima edizione, best seller per trentasei settimana ai vertici delle classifiche di vendita del New York Times.
Alla deriva è la più incredibile storia vera di sopravvivenza in mare mai raccontata, tanto stupefacente che Ang Lee ha voluto Steven Callahan come consulente per il kolossal cinematografico "Vita di Pi ".
E' il 1982, l'anno dell'Italia di Bearzot e Pertini campione del mondo di calcio, io avevo vent'anni ed ero in vacanza in Grecia in vespa con un paio di amici, quando Steven Callahan partiva dalle Canarie con una piccola barca a vela di 7 metri, in solitaria, con l'obiettivo di traversare l'oceano Atlantico e raggiungere i Caraibi. Steven è un provetto velista, ha trent'anni ed è in piena forma fisica. Parecchie miglia ad ovest delle Canarie si scatena una tempesta furibonda, la fiancata destra della barca cede per l'urto contro un relitto o una balena e in pochi minuti la prua affonda e l'imbarcazione comincia a colare a picco. Steven riesce a buttare in mare l'autogonfiabile di gomma, una specie di UFO rotondo di circa 2 metri di diametro con una sorta di tenda nel mezzo, riesce anche a buttar dentro una sacca preparata per le emergenze con dentro un po' di cibo, qualche litro d'acqua e alcuni utensili. 
Da quel momento comincia la sua odissea di 76 giorni naufrago nell'immensità dell'Atlantico.
Lotta quotidianamente con sè stesso per non lasciarsi andare, più volte al giorno deve  turare le falle e gonfiare a mano il battellino gonfiabile, pesca con una fiocina i pesci dorados e i pesci ragno che sembrano volerlo accompagnare e che mangia crudi, occhi e viscere comprese, si procura acqua potabile con l'aiuto di un distillatore solare che sempre si rompe e lui sempre riaggiusta per racimolare pochi decilitri d'acqua potabile al giorno. Sopravvive tenacemente, ustionato dal sole, ridotto ad uno scheletro di 40 kg, con  piaghe viscide infette in  tutto il corpo e dopo 76 giorni e 1.800 miglia percorse sospinto dagli Alisei viene salvato da una piccola barca di pescatori in prossimità delle Piccole Antille.

"....In addition to the little ecosystem developing around my raft, I am constantly surrounded by a display of natural wonders. The acrobatic dorados perform beneath ballets of fluffy white clouds. The clouds glide across the sky until they join at the horizon to form whirling, flaming sunsets that are slowly doused by nightfall. Then, as if the sun had suddenly crashed, thousands of glistening galaxies are flung out into deep black night. There is no bigger sky country than the sea. But I cannot enjoy the incredible beauty around me. It lies beyond my grasp, taunting me. Knowing it can be stolen from me at any time, by a Dorado or shark attack or by a deflating raft, I cannot relax and appreciate it. It is beauty surrounded by ugly fear. I write in my log that it is a view of heaven from a seat in hell.
...There is a magnificent intensity in life that comes when we are not in control but are only reacting, living, surviving. I am not a religious man per se...but for me, to go to sea is to get a glimpse of the face of God. At sea I am reminded of my insignificance-of all men's insignificance. It is a wonderful feeling to be so humbled.

....To my mind, voyaging through wildernesses, be they full of woods or waves, is essential to the growth and maturity of the human spirit. It is in the wilderness that you really learn who you are."


 Steven Callahan

lunedì 9 gennaio 2017

Ramona: impossible is nothing

E' il 2001 quando Ramona, per colpa di un incidente in moto, subisce la paralisi totale del plesso brachiale destro.
Dopo diversi interventi chirurgici e tanta riabilitazione riesce a recuperare la mobilità parziale del braccio, ma non ad utilizzare la mano e ha una totale insensibilità dell'arto.
Ma non si arrende.
Dopo anni di nuoto con la Polisportiva Gioco di Parma si mette in testa, da irriducibile lottatrice qual è, di andare in canoa e scendere fiumi.
Con questa disabilità agli arti superiori la prova è davvero al limite dell'impossibile, in canoa si erano viste solo persone con problemi agli arti inferiori ma mai alle braccia o alle mani.
Quando l'ho conosciuta io ci stava provando, ma lo sconforto sembrava prendere il sopravvento.
Sembrava davvero una prova troppo grande, anche per una tosta come lei.
Fino a quando non ha incontrato l'amico Daniele Cozzini, esperto canoista, allenatore, spericolato discesista di fiumi e torrenti nonchè noto medico dello sport. Daniele ha lavorato con Ramona per oltre due anni, con pazienza, metodo e senza mai scoraggiarsi di fronte alle difficoltà.
Ha costruito intorno a Ramona un pool di professionisti e, dopo diversi tentativi, ha inventato, insieme ai collaboratori, un tutore con sgancio rapido che rende la mano destra di Ramona solidale con la pagaia. Dopo decine e decine di ore passate in piscina a provare e riprovare i movimenti ora Ramona riesce a pagaiare agevolmente, è scesa in completa autonomia da diversi fiumi, compresa la Dora Baltea a Ivrea, esegue l'eskimo con naturalezza, cosa che molti canoisti senza problemi fisici non sanno fare.
Il video realizzato da Daniele, vincitore del premio alla rassegna cinematografica organizzata dal Cus Milano "La canoa esplora il mondo" 2016, racconta come si è arrivati a questi sorprendenti risultati.
Ramona si candida, se la federazione e la burocrazia lo permetteranno, per le paraolimpiadi di Tokyo 2020.
Se è vero, come dice Mark Rowlands (Il Lupo e il Filosofo) che gli uomini si dividono in scimmie e lupi: meschine, calcolatrici e vendicative le prime, quanto nobili, aerei e capaci di opporsi ringhiando alla vita quando questa decide di inchiodarti al terreno, i secondi, allora Ramona e Daniele sono sicuramente lupi.
E' una bella storia, una storia di reazione forte e determinata alle difficoltà della vita, è una storia di amicizia e solidarietà, è una storia di impegno gratuito in un'epoca dove tutto per forza deve avere un prezzo. 
E poi..davvero, a volte,  i limiti sono solo nella nostra testa.

martedì 27 dicembre 2016

Piccola pagaiata di Natale

Per smaltire un po' di calorie accumulate il 24 e il 25, per Santo Stefano, vista anche la perdurante alta pressione, decidiamo di farci un giretto nel mare di "casa", l'ultima pagaiata del 2016.
Dappertutto splende il sole ma noi invece andiamo a trovarci l'unico posto grigio e nuvoloso in Italia. Il golfo di La Spezia infatti sembra un paesaggio norvegese, pare di essere alle Lofoten, con le case colorate di San Terenzo e Lerici che spiccano a rallegrare un ambiente altrimenti un po' tetro.
Meno male che a metà giornata il sole fa capolino e ci regala qualche ora con temperature da inizio primavera, poi tornano le nubi ed è tutto un gioco di rifrazioni, specchi e luccicanze.
Alla fine si manifesta anche il "buco della Giacoma", un oblò di luce in mezzo al grigiore delle nubi.
Il cambiamento climatico si fa sentire, c'è poco da dire, temperature medie oramai costantemente sopra il livello a cui eravamo abituati, eventi estremi, ma anche tramonti e giochi di luci splendidi.
Nota dolente dell'escursione il "..qui non potete stare, ci sono le telecamere e se vi faccio rimanere ancora poi se la prendono con me.." parole pronunciate da un povero ragazzo dell'est probabilmente pagato a vouchers che ci ha allontanato dalla spiaggia "eco del mare", deserta, il giorno di Santo Sefano, ma....privata!!!
Che dire ?! La solita vecchia storia, in Italia troppo spesso è così, beni pubblici concessi per un pugno di euro a qualche amico o parente che ci lucra sopra, con buona pace dell'interesse pubblico. E' anche per questo che le vacanze noi ce le facciamo in Grecia.
D'altronde questi sono gli anni del pensiero unico della privatizzazione e  della finanza, ma...."voi intellettuali non ne avete mai discusso, di come torna l'onda, alla fine del riflusso..."
 All'uscita della diga foranea di La Spezia
 Lofoten ? No San Terenzo
 ...e Lerici
 Alla spiaggia eco del mare prima del foglio di via...
 Rifrazioni e luccicanze
 Il buco della Giacoma

giovedì 1 dicembre 2016

Winterkayak con i delfini


Il sogno di ogni seakayaker: Costantino e Angelo di Winterkayak  www.winterkayak.it incontrano i delfini che giocano a Bergeggi, nel ponente ligure.
Il video rende pienamente la giocosa giostra di questi cetacei in mezzo ai kayak,
......bellissimo ed emozionante incontro........



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