L'isola non trovata

....appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, tingendosi d'azzurro, color di lontananza...

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

martedì 27 dicembre 2016

Piccola pagaiata di Natale

Per smaltire un po' di calorie accumulate il 24 e il 25, per Santo Stefano, vista anche la perdurante alta pressione, decidiamo di farci un giretto nel mare di "casa", l'ultima pagaiata del 2016.
Dappertutto splende il sole ma noi invece andiamo a trovarci l'unico posto grigio e nuvoloso in Italia. Il golfo di La Spezia infatti sembra un paesaggio norvegese, pare di essere alle Lofoten, con le case colorate di San Terenzo e Lerici che spiccano a rallegrare un ambiente altrimenti un po' tetro.
Meno male che a metà giornata il sole fa capolino e ci regala qualche ora con temperature da inizio primavera, poi tornano le nubi ed è tutto un gioco di rifrazioni, specchi e luccicanze.
Alla fine si manifesta anche il "buco della Giacoma", un oblò di luce in mezzo al grigiore delle nubi.
Il cambiamento climatico si fa sentire, c'è poco da dire, temperature medie oramai costantemente sopra il livello a cui eravamo abituati, eventi estremi, ma anche tramonti e giochi di luci splendidi.
Nota dolente dell'escursione il "..qui non potete stare, ci sono le telecamere e se vi faccio rimanere ancora poi se la prendono con me.." parole pronunciate da un povero ragazzo dell'est probabilmente pagato a vouchers che ci ha allontanato dalla spiaggia "eco del mare", deserta, il giorno di Santo Sefano, ma....privata!!!
Che dire ?! La solita vecchia storia, in Italia troppo spesso è così, beni pubblici concessi per un pugno di euro a qualche amico o parente che ci lucra sopra, con buona pace dell'interesse pubblico. E' anche per questo che le vacanze noi ce le facciamo in Grecia.
D'altronde questi sono gli anni del pensiero unico della privatizzazione e  della finanza, ma...."voi intellettuali non ne avete mai discusso, di come torna l'onda, alla fine del riflusso..."
 All'uscita della diga foranea di La Spezia
 Lofoten ? No San Terenzo
 ...e Lerici
 Alla spiaggia eco del mare prima del foglio di via...
 Rifrazioni e luccicanze
 Il buco della Giacoma

giovedì 1 dicembre 2016

Winterkayak con i delfini


Il sogno di ogni seakayaker: Costantino e Angelo di Winterkayak  www.winterkayak.it incontrano i delfini che giocano a Bergeggi, nel ponente ligure.
Il video rende pienamente la giocosa giostra di questi cetacei in mezzo ai kayak,
......bellissimo ed emozionante incontro........



domenica 27 novembre 2016

Sestri in the electric mist (with a golden sunset)

Domenica 27 novembre: dans la brume életrique, un'atmosfera cajun, un blues di fisarmoniche e violini......... poi un delfino mi saltò davanti al kayak alla baia del silenzio.....

arrivo alla spiaggia di Sestri...seguirà grigliata di pesce con gli amici in arrivo da Punta Manara
it's wonderful..it's wonderful..it's wonderful.....chips chips du du du du

mercoledì 2 novembre 2016

Da Bocca di Magra al Golfo dei Poeti

Lunedì 31 ottobre, approfittando del ponte per la festività dei Santi e del clima ancora molto gradevole, bel giro di 24 km in Liguria, con Luigi e Daniele che, da Brescia, mi hanno raggiunto a Fiumaretta, dove il fiume Magra, dividendo Liguria e Toscana, si getta nel Tirreno.
A Parma e fino al valico della Cisa clima nebbioso e umido, prima del passo il termometro segnava 9°, dopo la galleria la temperatura è salita a 14°, sole pieno e aria profumata: proprio una sliding door per un altro mondo!!
Partiti dalle ormai deserte spiagge di Fiumaretta, alla sinistra idraulica del Magra, abbiamo doppiato Punta Bianca, soglia d'ingresso del promontorio del Parco di Montemarcello, lasciando alla nostra destra la spiaggia di sabbia nera di Punta Corvo, accessibile solo dal mare o da un lungo sentiero piuttosto ripido che supera un dislivello di alcune centinaia di metri.
Dopo circa un'ora arriviamo a Tellaro, paesino dall'indubbia architettura tipica dei borghi marinari liguri, del tutto simile alle cinque terre, con il porticciolo, le case colorate arrampicate sulla scogliera e, in questo caso, due grandi grotte come bocche spalancate di un mostro marino.
In verità questo prima tratto di costa, fino a Tellaro, è un po' monotono e il mare liscio come l'olio non aiuta a rendere più dinamica la navigazione.
E' dopo Tellaro che si sviluppa il tratto più interessante: piccole baie che si susseguono inframezzate da giardini di roccia, grotte, una delle quali molto bella, si entra da un lato e si esce dall'altro passando per una piscina naturale dall'acqua smeraldina, belle spiagge oggi praticamente deserte, ma in piena stagione quasi impraticabili dalla grande folla che normalmente prende d'assalto questi luoghi. Scegliamo di sostare alla baia "Eco del mare" dove ci sdraiamo al sole come trichechi e facciamo un bagno energizzante, forse l'ultimo della stagione, in costume da bagno.
Dopo Fiascherino arriviamo a Lerici, sormontato dall'imponente castello a guardia del Golfo dei Poeti. I luoghi sono veramente molto belli, nonostante l'edificazione "molto sostenuta", eufemisticamente parlando, e la grande pressione antropica. Oltre a Lerici, a sinistra, San Terenzo e poi la diga foranea che delimita l'entrata al porto di La Spezia e più oltre Portovenere, la Palmaria e il Tino.
Chissà come dovevano essere magici questi posti all'inizio del secolo scorso!!!
Non per niente qui arrivarono e soggiornarono grandi poeti e letterati inglesi: Lord Byron, Pierce e Mary Shelley, D.H. Lawrence, che visse per un anno in un villino affacciato sulla baia di Fiascherino.
Al ritorno Daniele e Luigi spingono sull'acceleratore anche se il mare in alcuni tratti sembra troppo "denso" e il kayak "duro" da spingere.
Complessivamente riusciamo a tenere una media oraria di circa 4 nodi per 3,30 ore di navigazione per coprire i 24 km tra andata e ritorno, al netto delle soste per le foto e per lo spuntino e bagno: non male.

 ....la nave portacontainer insegue...
 Daniele e Luigi a Tellaro
...le grotte sotto il paese...
 ...il porticciolo di Tellaro...
un ex cestista e un ex rugbista in kayak high volume....
 ...giardini di roccia...
 ...la spiaggia Eco del mare...
 ...i tre (s)bronzi di Riace...
 ...si riparte...
 la bella grotta
...la grotta della piscina verde...
 il Golfo dei poeti...
 ...altra grotta altro regalo....
 ..Luigi e Daniele sotto il castello di Lerici
 ...si ritorna...
...pescatore...
 Punta Bianca...
 ...le Apuane...

sabato 10 settembre 2016

Out of the black into the blue (rock 'n roll can never die)

Il gallo canta alle cinque in punto.
Preciso come un orologio svizzero.
E' un gallo giovane, a luglio ci provava ma aveva ancora la voce roca. Come un  adolescente che vuole fare l'uomo.
Ora no, adesso è un gallo fatto, un gallo come si deve.
Gli manca la coda, acciuffata da un cane vagabondo, ma è un bel gallo.
Mi devo sbrigare, l'aurora è vicina, non devo perdere l'attimo.
Mi infilo il giubbotto salvagente e lo spraydeck, esco in mare che è buio pesto.
Non c'è la luna e non vedo nulla.
Pagaio incerto, impacciato, insicuro.
Non sono mai uscito di notte, il buio mi ingenera insicurezza e timore,
Passano i minuti, sono le cinque e venti e ancora l'aurora non si vede.
E' proprio un gallo sbarbino, non ha ancora i giusti tempi.
Mi stecca l'ouverture.
La via è ovvia, me la segnano le luci tremolanti di Capoliveri e gli alberi illuminati delle barche a vela ormeggiate in rada.
Sulla sinistra solo il nero focato della scogliera.
Vado pianissimo, non ricordo se ci sono scogli affioranti.
Mi sento come l'uomo di Neanderthal che freme e spera che il sole sorga ancora.
Finalmente un etereo chiarore evidenzia i contorni, il mondo fisico riassume le fisionomie conosciute.
Ora vado più spedito, la pagaiata diventa fluida, i fantasmi spariscono.
Doppio capo d'Arco e finalmente eccola: l'aurora!
L'orizzonte a est si illumina di una striscia porpora, bluette, rosa e arancio.
Il mare è caldo, solo leggermente increspato.
In lontananza una barca a vela si staglia sulla linea colorata, nessun altro in giro.
Prima uno spicchio.
Poi metà.
Infine l'intera palla infuocata emerge in tutto il suo rassicurante splendore.
Ancora qualche minuto e la palla esplode, i colori saettano da tutte le parti, tutto si illumina, prende forma, si anima.
Soffia un Grecale leggero, qualche ondina mi rallegra.
Davanti a me branchi di sardine saltano sull'acqua, i loro corpi argentati riflettono la luce dell'alba.
Adesso tutto quadra.
Un altro giorno è nato...il rock'n roll (della vita) can never die......

Non ho visto i delfini ma sono felice.

martedì 30 agosto 2016

L'arcipelago spezzino con Jesse Debez e Luigi Inox

Aveva notato, Venerio, che la vela usuale ai pescatori del Golfo di Luni era poco maneggevole contro le raffiche improvvise, quelle raffiche a ricciolo così temute nel doppiar delle punte e dei promontori. Suggerì la sostituzione della vela grande con la triangolare e l’albero portato più a prora, per poter meglio reggere la lunga antenna della vela. Era la vela latina, che a tutt’oggi è usata su molti mari, e che forse egli aveva notata al passaggio di qualche nave fenicia o, più probabilmente, aveva scoperto per diretta ispirazione. Volle che ne fosse fabbricato un modello per una piccola imbarcazione; disegnò lui stesso la vela e diede le misure esatte proporzionate con giusto equilibrio fra l’albero e l’antenna; e da solo, nelle dure giornate di scirocco o di aquilone, più volte mostrò a quei marinai come si potesse doppiare con minor sforzo e più sicurezza le punte del Corvo e del Mesco, famose per i loro naufragi. La sua vela fu accettata da tutti e molte vite ed averi furono salvati.”
 
La leggenda attribuisce l’invenzione della vela latina a San Venerio, monaco anacoreta nato e cresciuto sull’isola Palmaria e poi ritiratosi in eremitaggio sulla vicina isola del Tino.
 

Ieri 29 agosto giro completo delle isole dell'arcipelago spezzino, Palmaria, Tino e Tinetto partendo dal porticciolo di Le Grazie, nel golfo di la Spezia in compagnia di Jesse Debez in arte Giuseppe Debernardi fondatore del North West Kayak Club e Luigi "Inox" Perotti, scialpinista, biker e runner.
Con Luigi abbiamo acquisito insieme il brevetto 3 stelle della British Canoeing nel mese di maggio di quest'anno, mentre invece Giuseppe è già  in prossimità di conquistare la 4^ stella, farà l'esame sull'isola inglese di Jersey nel prossimo mese di gennaio. Lui del resto al mare da del tu, dopo aver  attraversato il mediterraneo e l'oceano atlantico, da Imperia, alla Martinica, su una barchetta a vela di 9 metri !
Partiti dal grazioso porticciolo delle Grazie, tra belle barche a vela in legno che hanno fatto luccicare gli occhi a Jesse, siamo sfilati lungo il canale di Portovenere passando sotto la splendida chiesetta abbarbicata sul promontorio e dopo una breve visita alla mitica grotta di Byron, che gli amici non avevano mai avuto occasione di visitare prima, siamo partiti per la circumnavigazione delle tre isole, o meglio, delle due isole, perché il Tinetto in realtà è solo un grande scoglio o un piccolo isolino.
Usciti dal canale di Portovenere il mare si è presentato un po' formato, il che ha reso la navigazione più divertente e "dinamica". Lungo la costa occidentale della Palmaria incontriamo la grotta azzurra, dove, sfidando l'onda frangente e la conseguente risacca, Giuseppe è entrato in retromarcia. Proseguendo siamo passati davanti alla scogliera nella quale furono girate alcune scene del film "I cannoni di Navarone" gran bel film di guerra con mitiche star hollywoodiane di qualche tempo fa:  Gregory Peck, Anthony Queen e David Niven. Chi è negli "anta" (ma non troppo) come il sottoscritto se lo ricorderà benissimo.....
Dopo aver girato intorno al Tino e al Tinetto, per l'immancabile foto davanti alla Stella Maris, protettrice di tutti i naviganti, ci siamo fermati per uno spuntino lungo la spiaggia sud della Palmaria, dove un impertinente gabbiano ha pensato bene di usare il kayak di Giuseppe come cesso dal quale poi non velava saperne di scendere e dove un altrettanto impertinente bimbetto ha scagliato un sasso contro il mio bellissimo Scott....inutile dire che....il gabbiano ha rischiato di essere arrostito in loco e il bimbetto di essere affogato... 
Il ritorno è stato tranquillo, chiaccherando del più e del meno, di barche, kayak e delle caratteristiche termodinamiche dell'acciaio inox....fino alla birra finale prima di risalire in auto.
Prossimamente con Jesse e Luigi ancora su questi schermi.
 Giuseppe nei pressi della grotta di Byron
 e...dentro la grotta azzurra
 mistica visione....
 Luigi sotto il bunker...
 il gabbiano cagatore
 navigare divertendosi
 pertugio tra gli scogli
 chi ce l'ha più lungo ?? ...il kayak intendo...
 

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