L'isola non trovata

....appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, tingendosi d'azzurro, color di lontananza...

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

martedì 30 agosto 2016

L'arcipelago spezzino con Jesse Debez e Luigi Inox

Aveva notato, Venerio, che la vela usuale ai pescatori del Golfo di Luni era poco maneggevole contro le raffiche improvvise, quelle raffiche a ricciolo così temute nel doppiar delle punte e dei promontori. Suggerì la sostituzione della vela grande con la triangolare e l’albero portato più a prora, per poter meglio reggere la lunga antenna della vela. Era la vela latina, che a tutt’oggi è usata su molti mari, e che forse egli aveva notata al passaggio di qualche nave fenicia o, più probabilmente, aveva scoperto per diretta ispirazione. Volle che ne fosse fabbricato un modello per una piccola imbarcazione; disegnò lui stesso la vela e diede le misure esatte proporzionate con giusto equilibrio fra l’albero e l’antenna; e da solo, nelle dure giornate di scirocco o di aquilone, più volte mostrò a quei marinai come si potesse doppiare con minor sforzo e più sicurezza le punte del Corvo e del Mesco, famose per i loro naufragi. La sua vela fu accettata da tutti e molte vite ed averi furono salvati.”
 
La leggenda attribuisce l’invenzione della vela latina a San Venerio, monaco anacoreta nato e cresciuto sull’isola Palmaria e poi ritiratosi in eremitaggio sulla vicina isola del Tino.
 

Ieri 29 agosto giro completo delle isole dell'arcipelago spezzino, Palmaria, Tino e Tinetto partendo dal porticciolo di Le Grazie, nel golfo di la Spezia in compagnia di Jesse Debez in arte Giuseppe Debernardi fondatore del North West Kayak Club e Luigi "Inox" Perotti, scialpinista, biker e runner.
Con Luigi abbiamo acquisito insieme il brevetto 3 stelle della British Canoeing nel mese di maggio di quest'anno, mentre invece Giuseppe è già  in prossimità di conquistare la 4^ stella, farà l'esame sull'isola inglese di Jersey nel prossimo mese di gennaio. Lui del resto al mare da del tu, dopo aver  attraversato il mediterraneo e l'oceano atlantico, da Imperia, alla Martinica, su una barchetta a vela di 9 metri !
Partiti dal grazioso porticciolo delle Grazie, tra belle barche a vela in legno che hanno fatto luccicare gli occhi a Jesse, siamo sfilati lungo il canale di Portovenere passando sotto la splendida chiesetta abbarbicata sul promontorio e dopo una breve visita alla mitica grotta di Byron, che gli amici non avevano mai avuto occasione di visitare prima, siamo partiti per la circumnavigazione delle tre isole, o meglio, delle due isole, perché il Tinetto in realtà è solo un grande scoglio o un piccolo isolino.
Usciti dal canale di Portovenere il mare si è presentato un po' formato, il che ha reso la navigazione più divertente e "dinamica". Lungo la costa occidentale della Palmaria incontriamo la grotta azzurra, dove, sfidando l'onda frangente e la conseguente risacca, Giuseppe è entrato in retromarcia. Proseguendo siamo passati davanti alla scogliera nella quale furono girate alcune scene del film "I cannoni di Navarone" gran bel film di guerra con mitiche star hollywoodiane di qualche tempo fa:  Gregory Peck, Anthony Queen e David Niven. Chi è negli "anta" (ma non troppo) come il sottoscritto se lo ricorderà benissimo.....
Dopo aver girato intorno al Tino e al Tinetto, per l'immancabile foto davanti alla Stella Maris, protettrice di tutti i naviganti, ci siamo fermati per uno spuntino lungo la spiaggia sud della Palmaria, dove un impertinente gabbiano ha pensato bene di usare il kayak di Giuseppe come cesso dal quale poi non velava saperne di scendere e dove un altrettanto impertinente bimbetto ha scagliato un sasso contro il mio bellissimo Scott....inutile dire che....il gabbiano ha rischiato di essere arrostito in loco e il bimbetto di essere affogato... 
Il ritorno è stato tranquillo, chiaccherando del più e del meno, di barche, kayak e delle caratteristiche termodinamiche dell'acciaio inox....fino alla birra finale prima di risalire in auto.
Prossimamente con Jesse e Luigi ancora su questi schermi.
 Giuseppe nei pressi della grotta di Byron
 e...dentro la grotta azzurra
 mistica visione....
 Luigi sotto il bunker...
 il gabbiano cagatore
 navigare divertendosi
 pertugio tra gli scogli
 chi ce l'ha più lungo ?? ...il kayak intendo...
 

lunedì 1 agosto 2016

Elba: gironavigando in seakayak

Eravamo partiti con l'intento di farci tutta l'Elba in kayak, dormendo in bivacco libero, ma poi, i pochi giorni a disposizione, un po' di stress lavorativo da smaltire, la voglia di prendercela comoda senza tabelle di marcia da rispettare, ci hanno fatto lasciare tenda e sacchi a pelo in auto e preferire una sistemazione in camera e cenette al ristorante a base di pesce.
Va bene, va bene, lo so, poco avventuroso e un po' piccolo borghese ma ce la siamo goduta molto e poi questo non ci ha comunque impedito di farci, in quattro giorni, una settantina di km in kayak lungo le splendide coste dell'isola.
Ci siamo sistemati presso l'affittacamere Virgili nella baia di Barbarossa a due km da Porto Azzurro, Renzo un simpatico "vecchiaccio" ci ha  affittato una camera con bagno e balcone a 40 metri dal mare con annessa piazzola per i kayak ad un prezzo veramente modico. Auto all'ombra sotto una quercia, spiaggetta di ghiaino rosso pochissimo affollata ed un ristorante "Da Mario", ma gestito da Maurizio, nel quale abbiamo cenato tutte le sere a base di totani alla diavola, totani ripieni, pappardelle al branzino, grigliata mista....ogni sera un piatto di pesce buonissimo e abbondante con contorno, dolce, acqua e pepsi a circa 20 euro a testa......
Da qui siamo partiti per le prime due escursioni: la prima lungo il versante orientale dell'isola fino ad Ortano, la seconda lungo la costa orientale della penisola di Capoliveri fino alla cala dello Stagnone e poi ritorno a Barbarossa. La terza uscita ci ha visto partire dalla spiaggia di Lido di Capoliveri per arrivare fino alle isole Gemini e alla punta Calamita lungo il versante occidentale della penisola di Capoliveri, l'ultimo trip dalla spiaggia di Norsi fino a Lacona, attraverso il golfo Stella, la penisola del monte Stella e il golfo di Lacona.
Spiaggette solo per noi, acqua trasparente, panorami mozzafiato......
l'Elba è davvero un paradiso per il seakayak..
..a settembre si torna.........

Splendidi colori nella cala di Terranera
 Il laghetto di Terranera, nato da una miniera di zolfo....
 ...un soldato giapponese ancora di guardia che non sa che la guerra è finita....
 colori, colori e ancora colori
 l'isolino di Ortano

 Il forte di Longone a Porto Azzurro sede dell'ex penitenziario...
 Porto Azzurro
 Spiaggia privata  n° 1.......
 Medusine
 Spiagge tropicali
 Scoglio dei Liscoli
 Anfratti....
 Spiaggia privata n° 2...
 Naufraga....a Mangani
 Cala di Nisportino
 Le isole Gemini
 Grotte..
 Spiaggia privata n° 3...
 The belle and the best.....
 Le miniere di punta Calamita
 Riflessi...
 che acqua.....
 A romantic kayaker....
 amici o nemici ??
 Spiaggia privata n° 4....
 Scoglio della Corbella a capo Stella...
 Ex fustaccio bisognoso di restauri conservativi....


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