L'isola non trovata

....appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, tingendosi d'azzurro, color di lontananza...

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

sabato 27 giugno 2015

La vera storia di Long John Silver

Ho appena finito di leggere con vero spasso
questo intenso romanzo dello svedese Bjorn Larsson, editrice Iperborea, lo segnalo a tutti gli amanti della libertà e dell'avventura.

«Ho vissuto a lungo. Questo non me lo può togliere nessuno. Tutti quelli che ho conosciuto sono morti. Alcuni li ho mandati io stesso all'altro mondo, se poi esiste. Ma perché dovrebbe? In ogni caso, spero con tutta l'anima che non esista, perché all'inferno ce li ritroverei tutti, Pew il cieco, Israel Hands, Billy Bones, quell'idiota di Morgan che osò passarmi il bollo nero, e gli altri, Flint compreso, che dio l'abbia in gloria, se un dio esiste. Mi accoglierebbero a braccia aperte, con salamelecchi e inchini, sostenendo che è tornato tutto come ai vecchi tempi

Alla fine de L‘isola del tesoro il pirata Long John Silver, imbarcato sull'Ispaniola per essere consegnato alle autorità, riesce a scappare, portando con sé parte del bottino, e a Jim non restava che augurarsi per lui un futuro sereno con la sua donna e il pappagallo. Il romanzo di Larsson non è altro che una ingegnosa e appassionata ipotesi di quanto accade dopo quel momento: si tratta infatti di una sorta di diario del colto pirata con una gamba sola, che ci racconta in prima persona a distanza di anni, dal Madagascar, le sue memorie, sin da quando era ragazzo. In fin dei conti è un saggio sulla pirateria, sulla sua epoca, sulle regole interne, sui legami con le istituzioni e il commercio ufficiale, con lo schiavismo e il contrabbando. Silver rivela la sua diversità rispetto ad ogni altro pirata, che già traspariva in Stevenson, l'origine del suo soprannome "Barbecue", la sua personalissima etica che gli ha permesso di rimanere sempre fedele a se stesso. Incontra addirittura Daniel Defoe e lo aiuta nella stesura di un suo saggio sui "gentiluomini di ventura", legge L'isola del tesoro e a partire da questa risponde direttamente a Jim, che in qualche modo è stato un perfetto allievo della sua strana didattica

Giunto ormai alla fine della sua intensa vita, Silver si guarda indietro, e cerca di far un bilancio, fornendoci un'analisi di se stesso, e in qualche modo, essendo lui l'antagonista per antonomasia, di tanti "cattivi" della narrazione. Lo stesso Stevenson si era cimentato in un esperimento del genere, con un incredibile "spin-off" dal titolo I personaggi del racconto. Il romanzo di Larsson è un vero testamento spirituale, in cui Silver rivendica le caratteristiche che hanno reso così intensa la sua esistenza, lui che, pirata atipico, è comunque rimasto il pirata per eccellenza. La forza del suo carisma sta nella sua diversità, nella consapevolezza di esistere, nella coscienza sempre presente che in qualche modo si oppone alla smania dell'attimo degli altri manigoldi, che quasi "non sanno di esistere". Silver è pirata per non avere ancore, per essere sempre libero, e per lo stesso motivo rifiuta i ruoli di comando, pur facendosi sempre carico delle responsabilità. Con la sua condotta, ci dice, è stato, e continua ad essere, una bussola per indicare cosa è bene e cosa male, cosa si fa per scelta etica e cosa per vigliaccheria.

« Fifteen men on the dead man's chest
Yo-ho-ho, and a bottle of rum!

 Drink and the devil had done for the rest—
Yo-ho-ho, and a bottle of rum!
 »

lunedì 22 giugno 2015

Rolling on Idro lake

Quando, in estate, le spiagge pullulano di ombrelloni e lettini e gli stabilimenti balneari ricominciano l'annuale sequestro dei beni demaniali svenduti da amministrazioni comunali compiacenti, per non dire peggio;
quando l'autostrada A15 diventa un girone infernale dove sai a che ora parti ma non quando arrivi;
quando le provinciali costiere del Garda, del Maggiore e del Lario diventano un'unica via crucis di turisti domenicali su quattro ruote mordi e fuggi, che girano in tondo senza scendere mai dall'auto;
se hai una voglia pazza di pagaiare, è domenica, e non sai dove sbattere la testa e rischi una crisi di astinenza;
se hai voglia anche solo di un po' di pace, di gustarti qualcosa di fresco in un simpatico baretto fronte lago con parcheggio gratuito, stendere l'asciugamano su una spiaggetta semideserta o un pratino erboso e di farti una nuotata in un dolce specchio d'acqua contornato dai monti, qualche paesino e basta, bè allora amico non ti resta che il lago d'Idro.
Così è stato il 21 giugno, primo giorno d'estate.
Cappuccino, brioche e toast al solito barino stile "greco" di Lamprate, frazione all'estremità sud del lago, kayak in acqua e via, con accompagnamento di vento, vele e spruzzi.
Al ritorno qualche eskimo per non dimenticarlo.
Certo che rivedendo le immagini, anche con le dolci note di Lara's song suonate al piano da Richard Claydermann, l'esecuzione dei rolling mi sembra proprio da energumeno forzuto più che da leggiadro possessore di tecnica sopraffina...ma tant'è...funziona lo stesso, certo è che prima o poi devo decidermi di affinare la tecnica.......filmato educativo: come non fare l'eskimo!!

lunedì 8 giugno 2015

Punta Moneglia e Punta Baffe: grotte e canne....d'organo

Il tratto di costa ligure tra Deiva Marina e Riva Trigoso, una ventina di km tra andata e ritorno, presenta due interessanti promontori: punta Moneglia e punta Baffe.
 
La prima si contraddistingue per la grotte, gli anfratti, le piscine naturali, la seconda per le caratteristiche conformazioni rocciose della scogliera: le canne d'organo.
 

 Moneglia
 l'area bagnanti tra la spiaggia e i massi frangiflutti a Moneglia



 piscine


 La grotta di punta Moneglia
 spiaggetta dopo punta Moneglia
 ancora piscine con acqua caraibica



 le canne d'organo

 Riva Trigoso con il cantiere navale della Fincantieri
 nave in costruzione
 ancora belle scogliere





 la caratteristica Valletta con il faraglione e i tuffatori
si torna girando al largo.......

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