L'isola non trovata

....appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, tingendosi d'azzurro, color di lontananza...

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

lunedì 31 marzo 2014

Le cinque terre: da Monterosso a Riomaggiore e ritorno

Con l'amico Andrea bella pagaiata di circa 22 km da Monterosso a Riomaggiore nel levante ligure per circa 3 ore e 45 minuti con andatura tranquilla per goderci il panorama e scattare un po' di foto.
Ci siamo imbarcati lasciando l'auto al parcheggio di Fegina, direttamente sul mare, ottimo e unico posto per potersi avvicinare con l'auto al mare e metter in acqua i kayaks, in tutti gli altri paesi delle cinque terre non vi è possibilità alcuna in quanto occorre lasciare l'auto centinaia di metri a monte degli accessi al mare.
La giornata è bellissima, il mare calmo e la temperatura segna 20 gradi: perfetto.
Partiamo con Andrea che cerca di pescare alla traina con uno strano macchingegno autocostruito, ma, dopo poche decine di metri, l'esca finta si impiglia in una rete sommersa e  qui finisce la speranza di pranzare a base di orate e branzini.
Ma va bene lo stesso anzi meglio siamo più liberi di pagaiare seguendo il nostro ritmo.
Entriamo nel porticciolo di Vernazza tra turisti, per lo più stranieri, stesi al sole, passiamo Corniglia appollaiata sulla falesia a picco sul mare, ci infiliamo tra i giardini di roccia di Manarola e arriviamo, dopo circa 2 ore dalla partenza, a Riomaggiore, sede del parco Nazionale delle 5 terre.
Sbarchiamo nel minuscolo porticciolo e ci concediamo una merenda a base di focaccia ligure e due pocket coffee a testa: che lusso!! Magari la prossima volta ci infiliamo in una trattoria ma poi chi ce la fa a tornare ?.
Il ritorno è più veloce anche perchè tagliamo i golfi, le casette colorate dei vari paesini ci sorridono alla nostra destra mentre alla nostra sinistra il mare scintilla e rifrange la luce del sole, in lontananza una barca con le vele gonfie e tese verso l'orizzonte:
Ulisse che cerca Itaca perduta ?
O cerca di perdersi nell'immenso mare per seguir virtute e canoscenza ?
Non lo sapremo mai.

"......e ianda ue ue e ianda ue ue e ianda io oo...."
Creuza de Ma

Partenza
 
Monterosso
Andrea
Orizzonte
Pescatore
Ingresso a Vernazza 
  
Vernazza
Andrea doppia Vernazza
 Corniglia
 Corniglia
 Manarola
Manarola
Riomaggiore 
 
Andrea entra a Riomaggiore
 
Riomaggiore
Boe a Riomaggiore
Sosta a Riomaggiore per una focaccia

Acthung banditen
Ritorno
Verso Itaca ?

sabato 8 marzo 2014

Garda costa sud ovest da Manerba a Salò

Dopo una settimana per me molto dura ho cercato un momento di svago regalandomi un giro sul Benaco in solitaria.
D'altronde dicono che un uomo solo con se stesso sia in ottima compagnia...non è sempre vero......ma di quando in quando ci vuole e fa bene.
Stare in ambiente da soli vuol dire amare la natura e questa ti ricambia di solito facendoti crescere, aiutandoti a capire i tuoi limiti e insegnandoti ad ascoltare e interpretare i segnali che provengono dal tuo corpo e dalla tua mente.
Di solito se ne ritorna con più consapevolezza e sicurezza in se stessi e nelle proprie forze.
Almeno per me è sempre stato così, ma stavolta è capitato, non voluto: i miei compagni di barca oggi non erano disponibili e allora perché rinunciare ad un bellissimo sabato di sole dopo tre mesi di pioggia?
Al diavolo, via si parte.
M'imbarco al Lido di Manerba al piccolo porticciolo chiamato Porto Torchio, con annesso baretto carinissimo con i tavolini sul molo. Fuori stagione è un posto molto furbo perché puoi lasciare l'auto a 4 metri dallo scivolo dove mettere la barca in acqua
Pagaio veloce verso l'isola di San Biagio chiamata anche isola dei conigli, un tempo postazione di caccia di signorotti locali, taglio il golfo e proseguo per l'isola del Garda.
Sopra tutto l'immensa mole del Monte Baldo innevata.
Un gommone della Guardia Costiera mi punta e mi intima di fermarmi: non faccio in tempo ad interrogarmi su quale norma possa mai aver violato che subito mi rassicurano, gentilissimi, e mi chiedono se ho incontrato una canoa bianca: pare sia partita da Bardolino, dall'altra costa del lago, e non abbia più fatto ritorno. Ovviamente non l'ho incontrata, speriamo bene. Li saluto e sono io a ringraziarli.
Nonostante ci sia un gran bel sole persiste una foschia che rende il paesaggio incantato, l'isola di San Biagio si mostra e poi sparisce, sembra voglia giocare a nascondino: isola che non c'è o forse isola non trovata. Circumnavigo l'isola del Garda. La parte più interessante è senz'altro quella meridionale con una bellissima baia caraibica dove alcuni yacht si fermano in rada e prosperose matrone prendono il sole in coperta.., subito dopo l'imponente e magnifico palazzo Cavazza-Borghese, costruito nei primi anni del 900 in stile neo gotico e circondato da bellissimi giardini all'inglese.
E poi canneti, cigni, aironi....punto la prua verso Salò ma poche centinaia di metri prima torno indietro perchè preferisco fermarmi in una deliziosa spiaggetta solitaria con acqua limpidissima a prendere il sole.
Quasi quasi faccio il bagno....ma no non ho da asciugarmi e neanche le mutande di ricambio. Riparto e, costeggiando tutto il golfo di manerba ritorno al punto di partenza.
Totale 3 ore di pagaiata per una ventina di km circa.
Al ritorno mi sparo un panino con formaggio, speck, patè di olive, coca e un caffè servito da una bionda barista dal sorriso dolce e malinconico che ferma il tempo per alcuni minuti e mi catapulta in quella splendida canzone di Francesco Guccini: Autogrill

".................Ma nel gioco avrei dovuto dirle: "Senti, senti io ti vorrei parlare...",  
poi prendendo la sua mano sopra al banco: "Non so come cominciare:
non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via." 

Terminò in un cigolio il mio disco d' atmosfera,
si sentì uno sgocciolio in quell' aria al neon e pesa,
sovrastò l' acciottolio quella mia frase sospesa,
"ed io... ", ma poi arrivò una coppia di sorpresa... 

E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d' ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiamò la strada bianca, "Quant'è?" chiesi, e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai
."


L'imbarco
Isola San Biagio
La falesia della rocca di Manerba
Canneto
Boe
 Il Monte Baldo onnipresente
Spiagge
Acqua azzurra acqua chiara
Magione deliziosa
Guardia costiera alla ricerca di una canoa bianca partita da Bardolino e non rientrata. Speriamo bene.
Isola del Garda
Isola del Garda, comincia a vedersi palazzo Borghese
Vegetazione rigogliosa, giardini all'inglese su isola del Garda
Uno spiraglio sul golfo di Salò
Torre di guardia
Ghost riders in the sky
Villa Cavazza-Borghese
Quando l'uomo e la natura andavano d'accordo...
Il monte Pizzoccolo
Costa nord dell'isola del Garda
Gardone Riviera
L'isola che non c'è
Le barche naufragano a terra...
A solitary beach
Un amico pennuto
il lato B dell'amico pennuto

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