L'isola non trovata

Il blog è il diario delle mie escursioni in kayak: da solo, con mia moglie o con vecchi e nuovi amici...perchè quando sono stufo delle autorità costituite prendo il largo e me ne vado in posti bellissimi e in altre storie...

sabato 8 marzo 2014

Garda costa sud ovest da Manerba a Salò

Dopo una settimana per me molto dura ho cercato un momento di svago regalandomi un giro sul Benaco in solitaria.
D'altronde dicono che un uomo solo con se stesso sia in ottima compagnia...non è sempre vero......ma di quando in quando ci vuole e fa bene.
Stare in ambiente da soli vuol dire amare la natura e questa ti ricambia di solito facendoti crescere, aiutandoti a capire i tuoi limiti e insegnandoti ad ascoltare e interpretare i segnali che provengono dal tuo corpo e dalla tua mente.
Di solito se ne ritorna con più consapevolezza e sicurezza in se stessi e nelle proprie forze.
Almeno per me è sempre stato così, ma stavolta è capitato, non voluto: i miei compagni di barca oggi non erano disponibili e allora perché rinunciare ad un bellissimo sabato di sole dopo tre mesi di pioggia?
Al diavolo, via si parte.
M'imbarco al Lido di Manerba al piccolo porticciolo chiamato Porto Torchio, con annesso baretto carinissimo con i tavolini sul molo. Fuori stagione è un posto molto furbo perché puoi lasciare l'auto a 4 metri dallo scivolo dove mettere la barca in acqua
Pagaio veloce verso l'isola di San Biagio chiamata anche isola dei conigli, un tempo postazione di caccia di signorotti locali, taglio il golfo e proseguo per l'isola del Garda.
Sopra tutto l'immensa mole del Monte Baldo innevata.
Un gommone della Guardia Costiera mi punta e mi intima di fermarmi: non faccio in tempo ad interrogarmi su quale norma possa mai aver violato che subito mi rassicurano, gentilissimi, e mi chiedono se ho incontrato una canoa bianca: pare sia partita da Bardolino, dall'altra costa del lago, e non abbia più fatto ritorno. Ovviamente non l'ho incontrata, speriamo bene. Li saluto e sono io a ringraziarli.
Nonostante ci sia un gran bel sole persiste una foschia che rende il paesaggio incantato, l'isola di San Biagio si mostra e poi sparisce, sembra voglia giocare a nascondino: isola che non c'è o forse isola non trovata. Circumnavigo l'isola del Garda. La parte più interessante è senz'altro quella meridionale con una bellissima baia caraibica dove alcuni yacht si fermano in rada e prosperose matrone prendono il sole in coperta.., subito dopo l'imponente e magnifico palazzo Cavazza-Borghese, costruito nei primi anni del 900 in stile neo gotico e circondato da bellissimi giardini all'inglese.
E poi canneti, cigni, aironi....punto la prua verso Salò ma poche centinaia di metri prima torno indietro perchè preferisco fermarmi in una deliziosa spiaggetta solitaria con acqua limpidissima a prendere il sole.
Quasi quasi faccio il bagno....ma no non ho da asciugarmi e neanche le mutande di ricambio. Riparto e, costeggiando tutto il golfo di manerba ritorno al punto di partenza.
Totale 3 ore di pagaiata per una ventina di km circa.
Al ritorno mi sparo un panino con formaggio, speck, patè di olive, coca e un caffè servito da una bionda barista dal sorriso dolce e malinconico che ferma il tempo per alcuni minuti e mi catapulta in quella splendida canzone di Francesco Guccini: Autogrill

".................Ma nel gioco avrei dovuto dirle: "Senti, senti io ti vorrei parlare...",  
poi prendendo la sua mano sopra al banco: "Non so come cominciare:
non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via." 

Terminò in un cigolio il mio disco d' atmosfera,
si sentì uno sgocciolio in quell' aria al neon e pesa,
sovrastò l' acciottolio quella mia frase sospesa,
"ed io... ", ma poi arrivò una coppia di sorpresa... 

E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d' ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiamò la strada bianca, "Quant'è?" chiesi, e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai
."


L'imbarco
Isola San Biagio
La falesia della rocca di Manerba
Canneto
Boe
 Il Monte Baldo onnipresente
Spiagge
Acqua azzurra acqua chiara
Magione deliziosa
Guardia costiera alla ricerca di una canoa bianca partita da Bardolino e non rientrata. Speriamo bene.
Isola del Garda
Isola del Garda, comincia a vedersi palazzo Borghese
Vegetazione rigogliosa, giardini all'inglese su isola del Garda
Uno spiraglio sul golfo di Salò
Torre di guardia
Ghost riders in the sky
Villa Cavazza-Borghese
Quando l'uomo e la natura andavano d'accordo...
Il monte Pizzoccolo
Costa nord dell'isola del Garda
Gardone Riviera
L'isola che non c'è
Le barche naufragano a terra...
A solitary beach
Un amico pennuto
il lato B dell'amico pennuto

giovedì 6 marzo 2014

Il respiro del mare

"Fu una giovane ricercatrice del Massachusetts Institute of Technology, Penny Chisholm, a trovare per prima la creatura nel Mar dei Sargassi. Insieme a Rob Olsen, un suo collega di Woods Hole, stava navigando a bordo di una nave per la ricerca oceanografica partita da Capo Cod e diretta a Bermuda, sperimentalmente equipaggiata con una macchina che di regola si utilizza negli ospedali per le analisi del sangue e che è conosciuta come citofluorimetro............
Si aspettavano di trovare numerosi esemplari di una particolare alga verde-blu la cui esistenza era già nota. Ciò che invece non sospettavano è che l'apparecchio avrebbe dimostrato l'esistenza di milioni e milioni di creature ancora più piccole, minuscole entità viventi di forma ovale e con diametro di circa sei micron, cioè un duecentesimo dello spessore di un capello.
Ma queste creature non erano solo più che minuscole; dopo averle esaminate sotto un microscopio elettronico, si scoprì che il loro minuto organismo incorpora un tipo di clorofilla in grado di assorbire anidride carbonica e di estrarre dall'acqua di mare una piccola quantità di ossigeno che poi risaliva nell'atmosfera.
Presa singolarmente la dose di ossigeno libero che ciascuna di queste alghe poteva produrre era microscopicamente insignificante; ma secondo i calcoli di Penny Chisholm il Prochlorococcus esisteva in quantità così incredibilmente grandi, centomila individui in un solo centimetro cubo d'acqua e forse trilioni di trilioni in totale, da renderla molto probabilmente la creatura più diffusa al mondo e da dare luogo ad una produzione complessiva di ossigeno di proporzioni immense............... Prima del 1986 non sapevamo nemmeno che una simile creatura esistesse, oggi è riconosciuta come la forma vivente forse più comune della terra, o quantomeno degli oceani, e sappiamo che svolge un ruolo centrale nella sopravvivenza di chi abita la terraferma.
Per drammatizzare l'importanza di questa creatura si può ragionevolmente affermare che ogni cinque respiri tratti da ciascun essere umano almeno uno contiene ossigeno creato dal mare, e in particolare dal Prochlorococcus.
Oggi sappiamo che esiste, e va da sé che se dovesse mai capitargli qualcosa di disastroso la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi che hanno bisogno di ossigeno sarebbe messa a rischio..".

Tratto da "Atlantico" di Simon Winchester, ed. Adelphi

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